Le interviste
Lo sforzo cardiaco di una donna in gravidanza è pari a quello di un giocatore durante una partita di calcio. Solo che il calciatore dopo novanta minuti va a riposarsi, mentre la donna subisce questo stress ora dopo ora, settimana dopo settimana, per mesi.
Investiti da immagini di malattia e morte reale, paura di diventare strumenti di contagio per le persone care: la vita psichica degli adolescenti è stata sottoposta a uno stress senza limiti nella pandemia.
La testimonianza di Bruna racconta come affrontare la gravidanza con cardiomiopatia ipertrofica, tra paure, consapevolezza, supporto medico e fiducia nel progresso della ricerca e nella forza della famiglia.
Se un genitore è affetto da Cardiomiopatia deve sottoporre il figlio minore ad indagine genetica? Su questo argomento delicato e complesso esistono specifiche linee guida a livello americano e europeo. Ce ne parla Francesca Girolami, genetista, che lavora presso l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, dove esiste un laboratorio di Cardiogenetica afferente alla struttura di Cardiologia Pediatrica costituita da un equipe di due genetisti e sette cardiologi.
Intervista alla Dr.ssa Silvia Favilli, responsabile di Cardiologia pediatrica all’Ospedale Meyer di Firenze, sulla diagnosi delle cardiomiopatie nei bambini, l’importanza dei centri specializzati, la collaborazione con la cardiologia dell’adulto e le prospettive future tra nuove terapie e ricerca genetica.
Flavio D’Ascenzi, lei insegna Cardiologia dello Sport all’Università di Siena, quale attività sportiva possono svolgere i pazienti affetti da Cardiomiopatie? L’aspetto più importante è mantenere un adeguato stile di vita. Ciò significa anche praticare un esercizio fisico regolare per prevenire le comorbilità riducendo il più possibile fattori di rischio cardiovascolare che possono avere conseguenze negative per il nostro organismo, quali il diabete, il [...]
Intervista al dott. Valerio Pelini, Vice Presidente di AICARM Onlus.
Augusto Marinelli, affetto da cardiomiopatia ipertrofica, racconta perché ha contribuito a fondare AICARM: per dare voce ai pazienti, promuovere ricerca, assistenza e diritti, partendo dalla propria esperienza personale.
AICARM, fondata nel 2019, si propone di migliorare la vita dei pazienti con cardiomiopatie, diffondere conoscenze scientifiche e creare sensibilità collettiva attorno a questa malattia ancora poco nota.


















