Cardiomiopatie e aterosclerosi coronarica possono coesistere, aggravarsi a vicenda o, in alcuni casi, essere collegate da un rapporto causale. Il saggio del dott. Leonardo Bolognese spiega come possono incontrarsi e perché prendersi cura delle arterie resta importante anche per chi ha una cardiomiopatia.
Quando è indicato l'impianto di un defibrillatore? Il rischio di morte cardiaca improvvisa non è l'unico elemento da considerare: medico e paziente devono confrontarsi su benefici, rischi, complicanze e preferenze personali per arrivare a una decisione davvero condivisa.
Le linee guida cardiologiche stanno cambiando grazie all’intelligenza artificiale e all’analisi dei dati clinici reali. Ecco cosa significa per chi vive con una cardiomiopatia.
Il trapianto cardiaco rappresenta oggi una concreta possibilità terapeutica per i pazienti con cardiomiopatie in fase avanzata.
Un nuovo studio pubblicato su JAMA mostra che una tazza di caffè al giorno non aumenta il rischio di recidiva di fibrillazione atriale dopo cardioversione e può essere compatibile con uno stile di vita cardiologico equilibrato.
Molti cardiologi studiano le cardiotossicità delle terapie oncologiche per garantire ai pazienti cardiopatici cure oncologiche efficaci, secondo le linee guida ESC 2022.
Nella ricerca clinica le donne sono ancora sottorappresentate. Quando si testano nuovi farmaci, se il campione femminile è troppo poco rappresentato, non è possibile documentare in maniera completa il beneficio e gli eventuali rischi a cui le donne possono essere esposte.
Le donne sono ancora sottodiagnosticate nelle cardiomiopatie. Mancano criteri diagnostici che tengano conto delle differenze di genere, ma la ricerca sta cambiando le cose.
L’IA in medicina è un alleato: accelera diagnosi e cure, ma richiede regole chiare e sempre il controllo umano.
La medicina di genere nasce negli anni ’90 riconoscendo che il genere influisce su malattie e sintomi. Oggi coinvolge tutte le specialità, ma il percorso verso una vera equità è ancora lungo.




