Un gruppo di aiuto psicologico

Ci sono domande che non entrano in una visita cardiologica. Le conosci: riguardano il ritmo del cuore, certo, ma soprattutto il ritmo della vita — come si torna a sentirsi sé stessi dopo una diagnosi, come si convive con un dispositivo impiantato, come si dice alla propria famiglia quello che si prova senza sentirsi un peso. Sono domande che spesso si portano con sé in silenzio, e che ad AICARM abbiamo imparato ad ascoltare.

Dall’ascolto nasce una risposta

È il metodo dell’associazione: mettersi in ascolto della comunità e rispondere ai bisogni reali, non a quelli che immaginiamo. Cuori in Ascolto, che accoglie ogni giorno le richieste di pazienti e familiari, offre da tempo un percorso di sostegno psicologico gratuito — un ciclo di tre colloqui individuali.

Proprio da questi colloqui è emerso qualcosa di prezioso. Ascoltando molte persone, si è riconosciuto che dietro ogni diagnosi tornano le stesse fatiche e paure, con sorprendente frequenza. Non casi isolati, ma veri e propri pattern ricorrenti — vissuti diversi che, però, si intrecciano.

I bisogni che ritornano

Sono sei i nodi emersi con più forza, e forse in qualcuno ti riconoscerai. La fatica di farsi capire dal medico in pochi minuti, e di uscire dalla visita con più dubbi di prima. La sensazione di essere diventati un “peso” per chi ami — un pensiero che a volte grava più della malattia stessa. La difficoltà di adattarsi a una vita che ha cambiato ritmo, e di lasciar andare le abitudini che ti definivano prima della diagnosi. L’ansia e la paura che si accendono a ogni battito percepito, a ogni aritmia. Il defibrillatore o il pacemaker: salvavita, sì, eppure a volte una presenza costante di cui è difficile dimenticarsi. E il delicato equilibrio della terapia: farmaci essenziali per il cuore, che però possono incidere sul ritmo delle giornate.

Se ti ritrovi anche solo in una di queste righe, sappi che non le stai vivendo da solo: sono le stesse fatiche che tornano, uguali, in tante delle persone che ogni giorno ascoltiamo.

Sono esigenze spesso inespresse, che raramente trovano spazio in una visita — e che chiedono un sostegno appropriato e continuativo.

Da soli a insieme

Da questi vissuti nasce una convinzione: certe fatiche si alleggeriscono quando smettono di essere solitarie. C’è una forza particolare nel riconoscersi nelle parole di chi sta attraversando, o ha già attraversato, lo stesso cammino — una forza che il solo colloquio individuale non può dare fino in fondo.

È da qui che AICARM ha immaginato un nuovo modo di stare accanto a chi convive con una cardiomiopatia: uno spazio in cui il confronto diventa risorsa e l’accettazione un percorso condiviso, non un peso da portare da soli. Non per trattare la malattia dal punto di vista medico — questo resta compito del cardiologo — ma per dare finalmente accoglienza alla sua dimensione più intima e meno raccontata.

“Certe fatiche si alleggeriscono quando smettono di essere solitarie.”

Il nuovo progetto AICARM nasce dall’ascolto di pazienti e familiari che condividono paure, dubbi e difficoltà spesso invisibili durante una visita cardiologica.

Di cosa si tratti, come funzionerà e a chi si rivolge, lo racconteremo insieme alla psicologa Marina Cacchionni in un webinar informativo a fine estate. Se qualcosa di tutto questo ti appartiene, quell’incontro è pensato per te: un primo passo per scoprire questo nuovo spazio — e, forse, per non affrontare più certe cose da solo. Sarà anche l’occasione per porre domande e chiarire ogni dubbio direttamente con lei.

Nel frattempo, se senti il bisogno di parlarne, sappi che c’è chi ti ascolta: per gli aspetti clinici il primo riferimento resta il tuo cardiologo; per il resto, Cuori in Ascolto è a tua disposizione allo 055 06 20 178, e trovi ogni informazione su aicarm.it.

Hai bisogno di parlarne?

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