Valigia aperta pronta per le vacanze

A tutti gli amici di AICARM News: buona estate e buone vacanze!

Con l’arrivo della bella stagione, il caldo è davvero alle porte. Con qualche accorgimento pratico, però, l’estate può essere vissuta in totale serenità: ecco una guida pratica per affrontare le temperature estive e organizzare una vacanza coi fiocchi, all’insegna della sicurezza, del riposo e del benessere.

Il caldo: piccole abitudini, grande differenza

Il caldo estivo invita a viaggiare e a godersi gli spazi aperti, ma richiede anche un pizzico di attenzione in più. Le alte temperature aumentano la sudorazione e la perdita di liquidi, un fattore che può abbassare la pressione arteriosa e dare una temporanea sensazione di stanchezza, specialmente se si assumono farmaci come beta-bloccanti o diuretici.

Per limitare queste conseguenze del caldo bastano poche e sane abitudini: preferire le passeggiate nelle ore più fresche del mattino o del tardo pomeriggio, indossare abiti leggeri e traspiranti, mantenere un buon livello di idratazione bevendo acqua regolarmente lungo l’arco della giornata. Anche l’alimentazione può essere un’ottima alleata: cibi freschi e leggeri, a base di frutta e verdura, contribuiscono a mantenere l’idratazione e non appesantiscono l’organismo nelle prime ore del pomeriggio con il processo digestivo.

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Preparare il viaggio: i documenti medici

Avere una cardiomiopatia non preclude affatto la bellezza di un viaggio fuori porta, ma richiede una preparazione attenta, che è poi il segreto per partire con il sorriso e in tranquillità. Il primo passo per un viaggio perfetto è organizzare con precisione i documenti medici: una relazione clinica aggiornata, possibilmente in inglese se la meta è all’estero, che indichi chiaramente la diagnosi e la terapia in corso.

Un consiglio, in caso di viaggio all’estero, è di segnare i nomi dei principi attivi dei farmaci, poiché i nomi commerciali cambiano da Paese a Paese. Nello specifico, per i pazienti con cardiomiopatia ipertrofica, è una buona abitudine tenere nel portafoglio la copia di un elettrocardiogramma recente: in caso di necessità, i medici del luogo avranno subito un chiaro riferimento del tracciato abituale.

Chi è portatore di un dispositivo impiantato, come un defibrillatore (ICD) o un pacemaker, dovrebbe inoltre portare sempre con sé il tesserino identificativo del dispositivo: riporta il modello e i dati tecnici ed è prezioso in più situazioni, ad esempio ai controlli di sicurezza con metal detector negli aeroporti o, in caso di necessità, durante un eventuale ricovero ospedaliero, dove permette al personale sanitario di riconoscere subito le caratteristiche del dispositivo.

La terapia in valigia: la regola del 30%

Per essere certi che tutto vada per il meglio anche di fronte a piccoli imprevisti, come un volo in ritardo o un soggiorno che diventa più lungo, si consiglia di applicare la cosiddetta regola del 30%: si calcola la dose di ogni farmaco necessaria per i giorni di vacanza e vi si aggiunge un 30% di scorta.

Se si viaggia in aereo, è consigliabile distribuire i medicinali inserendone una parte nel bagaglio a mano: in questo modo la terapia sarà sempre al sicuro e a portata di mano anche in caso di smarrimento dei bagagli in stiva. Se il viaggio prevede l’attraversamento di molti fusi orari, un confronto con il proprio cardiologo prima della partenza permetterà di rimodulare gli orari delle assunzioni, garantendo la copertura terapeutica ed evitando sovradosaggi o vuoti di copertura.

La regola del 30%:
si calcola la dose di ogni farmaco necessaria per i giorni di vacanza e vi si aggiunge un 30% di scorta.

Sapersi muovere sul posto

Quando la vacanza è lontano da casa, vale la pena dedicare qualche minuto, prima di partire, a capire come funziona l’assistenza sanitaria del luogo. È utile individuare in anticipo dove si trova l’ospedale o il pronto soccorso più vicino alla località, sapere quale numero comporre in caso di emergenza (in tutta l’Unione Europea è il 112) e, se si va all’estero, verificare la validità della propria copertura sanitaria. Sono accorgimenti che non tolgono nulla alla spensieratezza della vacanza, ma permettono di affrontare con prontezza e tranquillità un eventuale imprevisto.

Scegliere la meta: montagna e caldo intenso

È poi importante scegliere la meta ideale, pur considerando che ogni viaggio ha il suo fascino. Alcune destinazioni richiedono attenzione maggiore per essere vissute al meglio: la montagna e le località con clima molto caldo e/o molto umido

In montagna: salire con gradualità

n alta quota l’aria contiene meno ossigeno: è un dato che vale per tutti. La soglia critica si colloca generalmente intorno ai 2.500 metri, ma per chi ha una malattia di cuore gli effetti possono farsi sentire già più in basso. Il corpo reagisce accelerando il battito e la respirazione, e il cuore si trova a lavorare di più: un impegno aggiuntivo che pesa soprattutto in caso di scompenso. La regola d’oro degli esperti è semplice: salire con gradualità (l’altitudine in cui si dorme non dovrebbe aumentare di oltre 500 metri al giorno), continuare ad assumere regolarmente la propria terapia, mantenersi ben idratati senza però eccedere, e scendere di quota se compaiono disturbi.

Va detto con chiarezza che le linee guida cardiologiche non indicano una soglia di altitudine precisa per chi ha una cardiomiopatia: il legame tra quota e cardiomiopatie non è ancora definito in modo netto, e la ricerca su questo è tuttora aperta. Quello che è ben documentato è il meccanismo: in alta quota la riduzione di ossigeno può far aumentare la pressione nelle arterie dei polmoni (la cosiddetta ipertensione polmonare), una condizione che può complicare il quadro di chi convive già con una malattia del cuore. Per questo non esiste un’altitudine “sicura” valida per tutti: la soglia giusta dipende dal tipo di cardiomiopatia, dalla presenza di ostruzione o di scompenso e dalla situazione di ciascuno. È il cardiologo di fiducia, che conosce la tua storia, la persona giusta con cui definire fin dove puoi spingerti in tranquillità.

In aereo: attenzione all’ossigeno e all’immobilità

Vale la pena ricordare che anche un viaggio in aereo espone a una lieve riduzione di ossigeno — la cabina è pressurizzata come a circa 2.000-2.500 metri di quota — a cui si aggiungono la lunga immobilità e l’aria molto secca, che insieme aumentano il rischio di trombosi. Muoversi spesso durante il volo e bere a sufficienza è la difesa migliore.

Mete calde e umide: l’idratazione prima di tutto

Se si scelgono mete particolarmente afose, l’idratazione deve assolutamente essere garantita, anche con l’aiuto di promemoria, sveglie e borracce tarate. Bere a sufficienza per reintegrare i liquidi persi è il modo più efficace per mantenere la pressione stabile e godersi ogni escursione in condizioni di sicurezza.

Il punto di partenza: una visita dal proprio medico

Infine, ogni vacanza ben programmata inizia con una visita nello studio del proprio medico o cardiologo di fiducia. Non si tratta di chiedere un “permesso”, ma di fare insieme il punto della situazione per poter partire con la massima serenità.

Prima di partire: la checklist AICARM
Prima di chiudere la valigia verifica di avere con te:

    • Relazione clinica aggiornata anche tradotta in inglese.
    • Elenco dei farmaci e dei principi attivi assunti.
    • Scorta di medicinali (+30% rispetto al necessario).
    • Dividere i medicinali tra bagaglio a mano e imbarcato.
    • Tessera sanitaria e documenti assicurativi.
    • Tesserino di pacemaker o defibrillatore.
    • Contatti del cardiologo di riferimento.
    • Informazioni sull’assistenza sanitaria locale.

Una preparazione accurata è il modo migliore per partire senza pensieri.

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