I ricercatori di due compagnie americane (Myokardia e Cytokinetics) hanno messo a punto molecole in grado di
ridurre la contrattilità del cuore, moderandola e riportandola a livelli normali. In pratica, l’azione di questi farmaci è quella di trasformare un motore turbo-iniezione in un diesel, con l’intento di far durare di più il motore, prevenire guasti e ridurre i consumi. La molecola sviluppata da Myokardia, chiamata
Mavacamten, in uno studio preliminare (detto di “Fase 2”) in pazienti con
Cardiomiopatia Ipertrofica Ostruttiva, ha dimostrato di ridurre o eliminare l’ostruzione all’efflusso del ventricolo sinistro, una conseguenza negativa della supercontrattilità cardiaca. In questi pazienti è stata riportata anche una netta riduzione dei sintomi, soprattutto quelli da sforzo. Uno studio successivo, di “Fase 3” chiamato Explorer-HCM (quello che cioè serve per portare alla registrazione del farmaco e alla successiva messa in commercio) ha dato risultati molto positivi. Di conseguenza il farmaco sarà impiegato nei pazienti con
Cardiomiopatia Ipertrofica Ostruttiva, con l’obiettivo – tra l’altro – di ridurre la necessità di interventi cardiochirurgici di “
miectomia”o di “
alcoolizzazione”, le due modalità più frequenti con le quali si elimina l’ostruzione all’efflusso del ventricolo sinistro attualmente. La speranza è che il farmaco possa funzionare altrettanto bene anche sui pazienti che non hanno ostruzione all’efflusso; dati recenti da uno studio pilota denominato Maverick-HCM con la molecola sviluppata da un’altra compagnia (Cytokinetics), che ha solo una sigla (CK-274) sono incoraggianti. Ora è in corso lo studio di fase 2 (Redwood-HCM).