Le storie dei pazienti
Abbiamo riportato, più in basso, le storie di alcuni pazienti da loro stessi raccontate. Sono pazienti assistiti e seguiti in tutti questi anni nelle strutture di Firenze ed in altre strutture italiane. Queste storie vere potranno aiutare a capire gli stati di animo, le emozioni e le paure di chi vive la propria vita con la Cardiomiopatia, e anche come questa condizione si rifletta inevitabilmente sulla vita delle loro famiglie.
Nel 2016 Angela e Giovanna s’incontrano nella stessa stanza dell’ospedale Monaldi di Napoli. La loro diventerà una storia di destini incrociati più stupefacente di ogni finzione letteraria.
Il gene della cardiomiopatia dilatativa non si è trasmesso ai figlia. Una mutazione genetica spezzata e una madre che può finalmente guardare al futuro con sollievo e fiducia
Gaia, oggi diciannovenne, deve la vita ad un intervento di rianimazione immediata dopo un arresto cardiaco e alla rapidità d’azione di operatori sanitari e medici dell’ospedale civico di Palermo. “Mai abbattersi e combattere sempre”, dice. Lei così ha fatto e ora, dopo l’impianto del Defibrillatore sottocutaneo e cure adeguate, riesce a vivere esattamente le stesse esperienze che rendono felici i ragazzi della sua età.
Oliviero, 88 anni, scopre di essere affetto da cardiomiopatia ipertrofica quasi per caso, in seguito al decesso improvviso di un suo parente stretto. Lo scrupolo di un medico, che studiava la familiarità di questa malattia, gli salva la vita, rivelando che anche lui ne era affetto. Da più di 35 anni si cura, si sottopone a controlli periodici e vive senza apprensione questa sua condizione.
La testimonianza di Dino, che ha 45 anni ed ha una Cardiomiopatia ipertrofica, sottoposto con successo a miectomia oltre 10 anni fa. Finalmente guarito dal Covid, non vede l'ora di godersi la primavera in bicicletta.
Giulia convive dalla nascita con una cardiomiopatia ipertrofica. A 14 anni riceve un defibrillatore, a 23 un trapianto di cuore. Ma non rinuncia ai suoi sogni: laurea, lavoro, matrimonio… e perfino una gravidanza. La sua testimonianza dimostra che anche dopo un trapianto si può vivere pienamente e diventare madre, con fiducia e consapevolezza.
Marco, sportivo e triatleta, scopre di avere una cardiomiopatia ipertrofica. Dopo un momento difficile, lascia il lavoro e trasforma la passione per la fotografia in una nuova vita. Una storia di rinascita, salute mentale e scelte coraggiose.
Un cardiologo racconta la sua vita con la cardiomiopatia ipertrofica, vissuta da paziente e da medico. La diagnosi precoce, gli anni da specialista, il trapianto e la rinascita. Una doppia prospettiva unica, fatta di empatia, ricerca e speranza.
Dalla perdita della madre con la stessa cardiomiopatia, un percorso tra controlli, aritmie e defibrillatore, mentre la vita continua. Oggi la speranza guarda al trapianto.
Dai primi malori a 16 anni alla diagnosi di cardiomiopatia, tra paure, controlli e scelte difficili. Oggi una vita quasi normale, con forza, consapevolezza e il sostegno di chi condivide lo stesso percorso.



















