Cari amici di AICARM,

ci sono mesi in cui le cose che accadono, messe una accanto all’altra, raccontano una direzione. Ottobre è stato uno di questi. E la direzione, se guardo ai fatti più importanti di queste settimane, mi sembra chiara: Aicarm cresce in due modi complementari, verso l’interno della propria comunità e verso l’esterno, nei luoghi dove si parla di cardiomiopatia e si prendono le decisioni che riguardano i pazienti.

Verso l’interno, questo mese presentiamo Cuori in Cerchio, il nuovo servizio di sostegno psicologico di gruppo che affianca Cuori in Ascolto e il percorso individuale già attivo. Si conferma un metodo che per noi conta più di ogni altra cosa, quello di ascoltare ciò che i pazienti chiedono davvero e di rispondere di conseguenza. Sono stati i pazienti stessi a suggerire che, oltre al sostegno individuale di un professionista, avrebbero desiderato confrontarsi con chi vive la loro stessa condizione. Cuori in Cerchio nasce da lì: dalla convinzione che nessuno debba affrontare questo cammino da solo.

Verso l’esterno, ottobre ci ha restituito un segnale che considero significativo e dice molto di dove siamo arrivati. Si è concluso un master universitario di secondo livello che ha formato trenta cardiologi sulle cardiomiopatie, comprese quelle pediatriche: una notizia che, come associazione di pazienti, accogliamo con gratitudine, perché più specialisti preparati significano, molto concretamente, più persone seguite meglio sul territorio. Alla giornata conclusiva eravamo presenti: ho avuto il piacere di salutare i cardiologi, provenienti da tutta l’Italia, e abbiamo lasciato a tutti loro i nostri materiali divulgativi perché possano far conoscere Aicarm a tutti i loro pazienti.

Perché,  ed è il terzo punto, Aicarm è sempre più richiesta e presente dove si parla di cardiomiopatia e si prendono le decisioni. Essere invitati, essere ascoltati, poter lasciare la nostra voce e i nostri strumenti nei luoghi del confronto scientifico e istituzionale non è scontato: è il frutto di anni di lavoro ed è il segno che la prospettiva del paziente è ormai riconosciuta come necessaria. Portare quella prospettiva al tavolo giusto è oggi una delle cose più utili che possiamo fare per l’intera comunità.

Ascoltare dentro, farci riconoscere fuori: sono le due gambe sulle quali l’Associazione cammina, e questo mese le vedo muoversi insieme. È questa, in fondo, la nostra idea di futuro: una comunità che si prende cura dei propri membri e, allo stesso tempo, siede dove si costruisce il domani delle cardiomiopatie.

Nel numero troverete anche gli approfondimenti del mese, dall’articolo sul legame tra obesità e rischio cardiovascolare al seguito del nostro webinar sulla telecardiologia.

Buona lettura

Prof. Franco Cecchi
Valerio Pelini
Presidente Aicarm

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