Le storie dei pazienti
Abbiamo riportato, più in basso, le storie di alcuni pazienti da loro stessi raccontate. Sono pazienti assistiti e seguiti in tutti questi anni nelle strutture di Firenze ed in altre strutture italiane. Queste storie vere potranno aiutare a capire gli stati di animo, le emozioni e le paure di chi vive la propria vita con la Cardiomiopatia, e anche come questa condizione si rifletta inevitabilmente sulla vita delle loro famiglie.
Valerio racconta la sua vita segnata dalla cardiomiopatia, il legame trentennale con il suo cardiologo e la protezione di un defibrillatore sottocutaneo.
Luca, affetto da cardiomiopatia ipertrofica, racconta la sua esperienza: l’arresto cardiaco durante una partita di calcetto, il salvataggio grazie al primo soccorso e al defibrillatore, e il difficile equilibrio tra sicurezza e qualità di vita.
Proseguiamo gli incontri con i nostri volontari. Ginevra (nome di fantasia) ci racconta il suo impegno nel gruppo di Milano, dove comunicazione e supporto ai pazienti si intrecciano con la sua esperienza professionale.
Rossella Repaci condivide la sua intensa testimonianza sulla cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva, diagnosticata nel 2021 dopo anni di sintomi sottovalutati.
Un giovane appassionato di sport, lo stop imposto dalla malattia, l’impegno per assistere coloro che l’hanno contratta. Filippo Cupparoni, consigliere comunale di Riccione, racconta la sua storia.
Una testimonianza dal libro "Il Cuore Grande", libro curato da Laura D'Ettole e professor Franco Cecchi (AICARM) con venti storie di pazienti cardiomiopatici. La storia di Salvatore e della sua passione per la bici
“Mio figlio era un atleta promettente. Ci ha lasciato improvvisamente, nel sonno, un sabato notte” racconta D. il padre. “Solo dopo abbiamo saputo che era portatore di una cardiomiopatia misconosciuta e potenzialmente letale.
La storia di Giulia Cignoni, ginnasta di talento scomparsa a causa di una cardiomiopatia non diagnosticata, rivive nel trofeo a lei dedicato.
La definiscono “morte improvvisa” e nel caso di mio figlio è stato proprio così. E’ arrivata a 24 anni una sera in una palestra dove stava giocando a pallone.



















