Il cibo non sostituisce le cure, ma può affiancarle e contribuire a migliorare il benessere generale e a ridurre alcuni fattori di rischio.
Non solo cosa mangiamo, ma come
Uno dei concetti chiave della medicina culinaria emersi durante l’incontro è quello di “destino metabolico” degli alimenti: i nutrienti e le sostanze bioattive seguono percorsi diversi nel nostro organismo a seconda di come vengono preparati e con cosa vengono associati.
Un esempio semplice riguarda le carote: consumate crude forniscono benefici, ma saltate in padella con un po’ di olio extravergine di oliva permettono un migliore assorbimento di sostanze preziose come il betacarotene. Allo stesso modo, il pomodoro cotto con olio rende più disponibile il licopene, un potente antiossidante.
Gli abbinamenti che aiutano il nostro organismo
Il Prof. Rubbini ha spiegato come alcuni accostamenti in cucina possano potenziare gli effetti positivi degli alimenti. Vitamina C e ferro, ad esempio, lavorano insieme: consumare alimenti ricchi di vitamina C facilita l’assorbimento del ferro di origine vegetale.
Anche tè verde e limone rappresentano un abbinamento utile, perché la vitamina C migliora l’utilizzo di alcune sostanze antiossidanti presenti nel tè. Un altro esempio riguarda curcuma e pepe nero: una piccola quantità di pepe può aumentare notevolmente la biodisponibilità della curcuma.
Non si tratta di “ricette miracolose”, ma di piccoli accorgimenti che, nel tempo, possono fare la differenza.
Attenzione agli eccessi e agli alimenti ultra-processati
Accanto agli abbinamenti utili, il webinar ha ricordato l’importanza di ridurre zuccheri aggiunti, grassi saturi e alimenti ultra-processati, cioè quei prodotti molto lavorati e ricchi di additivi. Questi cibi, anche se di origine vegetale, possono favorire infiammazione e squilibri metabolici.
Al contrario, un’alimentazione prevalentemente vegetale, varia e basata su cibi semplici, aiuta a contrastare infiammazione cronica di basso grado e stress ossidativo, condizioni che sono alla base di molte malattie croniche, comprese quelle cardiovascolari
Il pasto come momento di salute, non solo di nutrizione
Un altro messaggio importante è che mangiare non è solo un atto biologico, ma anche un momento sociale ed emotivo. Condividere il pasto, ridurre lo stress, dormire adeguatamente e mantenere una regolare attività fisica fanno parte dello stesso percorso di cura e prevenzione.
La Medicina Culinaria ci invita quindi a guardare al cibo con occhi diversi: non come a una semplice fonte di calorie, ma come a uno strumento quotidiano per prenderci cura di noi, con consapevolezza e piacere.







