Il trapianto nelle cardiomiopatie

Il trapianto cardiaco è un intervento cardiochirurgico maggiore e altamente complesso che consiste nella sostituzione del cuore malato con un cuore sano proveniente da un donatore. Pur essendo una procedura tecnicamente impegnativa, negli ultimi decenni la sopravvivenza dopo trapianto può giungere al 90%, grazie ai progressi della chirurgia, al miglioramento delle terapie e a una più accurata selezione dei candidati. Nel 2024, in Italia, è stato raggiunto il record storico di attività trapiantologica, con 418 trapianti cardiaci effettuati, pari a un incremento di circa il 13% rispetto al 2023. È un dato significativo, che testimonia l’efficacia della rete nazionale e conferma come il trapianto cardiaco rappresenti oggi una possibilità terapeutica sul territorio nazionale.

Quando le cardiomiopatie richiedono il trapianto

Le cardiomiopatie possono, seppur non frequentemente, rendere necessario il ricorso al trapianto. Si tratta infatti di malattie del muscolo cardiaco che possono compromettere in modo progressivo e significativo la capacità del cuore di pompare sangue in maniera efficace. Nella maggior parte dei casi, una terapia farmacologica ottimizzata, associata a dispositivi impiantabili salvavita, consente di mantenere una buona qualità di vita anche per molti anni. In una piccola percentuale di pazienti,  tuttavia, può svilupparsi uno scompenso cardiaco avanzato, refrattario alla terapia medica. In questa fase il trapianto cardiaco può rappresentare una vera terapia salvavita. Tra le forme che più frequentemente conducono al trapianto vi sono la cardiomiopatia dilatativa, caratterizzata dalla dilatazione delle cavità cardiache e dalla riduzione della funzione contrattile del ventricolo sinistro, e la cardiomiopatia ipertrofica in fase avanzata, contraddistinta da una progressiva riduzione della  capacità di pompare il sangue nel corpo in modo efficace (“disfunzione sistolica e diastolica”). Più raramente sono interessate le forme di cardiomiopatia restrittiva, ed aritmogena, quando le aritmie ventricolari ripetitive sono frequenti e resistenti al trattamento.  Si tratta, in ogni caso, di una scelta riservata a pazienti con quadro clinico molto grave, che richiede una valutazione attenta e una piena consapevolezza dei rischi e dell’impegno richiesto, ma che può offrire un concreto miglioramento della sopravvivenza e della qualità della vita. In alcuni casi, in attesa che sia disponibile un nuovo cuore, può essere impiantato un cuore artificiale meccanico, come “ponte” in attesa del trapianto.

Come funziona il Centro Nazionale Trapianti

Quando il paziente e il cardiologo condividono l’indicazione al trapianto, si avvia un percorso regolato dal Centro Nazionale Trapianti, l’ente pubblico che coordina e supervisiona il sistema trapianti in Italia. Il Centro gestisce le liste d’attesa, definisce e applica i criteri di assegnazione degli organi, valuta le priorità e coordina la complessa organizzazione logistica del processo. L’inserimento in lista non avviene secondo un criterio cronologico, ma sulla base della gravità clinica complessiva, incluso l’età non avanzata e la valutazione delle pressioni nel circolo polmonare, che vengono misurate con cateterismo cardiaco. Dal punto di vista medico, oltre alla severità dello scompenso, vengono considerati lo stato di salute degli altri organi e l’eventuale presenza di patologie oncologiche o infettive, anche del passato. La valutazione psicologica e sociale è altrettanto importante: il trapianto richiede una stabilità psicologica che consenta un’aderenza rigorosa alla terapia immunosoppressiva, controlli frequenti, incluso ripetute biopsie miocardiche, necessarie nei primi mesi, e una rete di supporto familiare adeguata. Sulla base di tutti questi elementi, il Centro assegna una priorità clinica e garantisce trasparenza ed equità nell’intero percorso.

La vita dopo il trapianto

Il trapianto cardiaco è l’inizio di una nuova fase della vita, che necessita comunque di un monitoraggio. Il cuore malato viene sostituito, ma il paziente dovrà assumere una terapia immunosoppressiva per prevenire il rigetto e sottoporsi a controlli cardiologici regolari, particolarmente ravvicinati nel primo anno. Con il tempo la frequenza delle visite si riduce, ma non viene mai completamente meno. È quindi importante immaginare il trapianto come un cambiamento di condizione clinica, non come un ritorno alla situazione precedente allo stato di severità clinica. È un percorso complesso, che richiede consapevolezza e coraggio. Riconoscerne la complessità, i rischi e l’impegno è fondamentale, ma lo è altrettanto sapere che può offrire una reale possibilità di ripartenza: molte persone, dopo il trapianto, tornano a camminare senza affanno, a fare progetti, a svolgere attività che sembravano ormai irraggiungibili, incluso attività sportiva e maternità.

Il trapianto cardiaco è una terapia salvavita per pazienti con cardiomiopatie avanzate non più controllabili con farmaci o dispositivi. In Italia, grazie a una rete efficiente, nel 2024 sono stati eseguiti 418 trapianti, con sopravvivenza fino al 90%. L’accesso è regolato dal Centro Nazionale Trapianti sulla base della gravità clinica, non dell’ordine cronologico. Dopo l’intervento, è necessario un follow-up continuo e una terapia immunosoppressiva, ma molti pazienti possono tornare a una vita attiva e progettuale.

Testimonianze di pazienti trapiantati: storie vere di vita

Sul sito di Aicarm esistono numerose testimonianze di pazienti, anche giovani, che si sono sottoposti al trapianto cardiaco. Segnaliamo la storia di Giulia che dopo il trapianto è diventata madre due volte e si è dedicata ad attività sportive che non si è mai potuta permettere, o la storia del cardiologo ed i suoi due cuori che nei momenti più difficili: “Noi cardiopatici con un filo di speranza ci facciamo chilometri“, o la storia di Edo, che da ex podista affronta la maratona di eventi per un nuovo cuore. Tante storie vere, piene di umanità, di volontà di vivere. Tante storie che vanno oltre la sofferenza e raccontano la parte più bella di noi esseri umani, che è anche la parte che Aicarm prova a raccontare a tutti.

I centri specializzati nei trapianti

di Franco Cecchi

In Italia, l’attività di trapianto cardiaco è concentrata in circa 16 centri specializzati. Secondo i dati più recenti del Centro Nazionale Trapianti (CNT) relativi al 2024 e alle prime proiezioni del 2025, si è registrato un record storico di interventi.

Ecco i centri più attivi e d’eccellenza in base al volume di attività e agli esiti clinici:

I Centri Leader per Volume (Dati 2024-2025)

Il primato per il maggior numero di trapianti di cuore eseguiti nell’ultimo anno solare spetta alla Puglia, seguita dai grandi hub del Nord:

  • Policlinico di Bari: Si è confermato il primo centro in Italia per numero di trapianti di cuore effettuati nel 2024, con un totale di 73 interventi.
  • Azienda Ospedale-Università di Padova: Storicamente ai vertici nazionali, mantiene volumi altissimi (circa 50 trapianti/anno) ed è un punto di riferimento per l’innovazione tecnologica.
  • IRCCS Policlinico di Sant’Orsola (Bologna): Stabilmente tra i primi tre per volume (circa 50 interventi nel 2023 e 2024), si distingue per essere il centro con le migliori percentuali di sopravvivenza a lungo termine in Italia.
  • Molinette – Città della Salute (Torino): Nel 2025 ha eseguito 33 trapianti di cuore (32 adulti e 1 pediatrico), confermandosi l’azienda ospedaliera più attiva in assoluto se si considerano tutti gli organi trapiantati.
Centro Trapianti Primato principale
Bari (Policlinico) Maggior numero di trapianti di cuore nel 2024 (73)
Bologna (Sant’Orsola) Miglior tasso di sopravvivenza dei pazienti
Torino (Molinette) Record per trapianti combinati (es. cuore-fegato)
Roma (Bambino Gesù) Leader nazionale per i trapianti pediatrici

Eccellenze Pediatriche e Specialistiche

  • Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (Roma): È il primo centro in Italia (e tra i primi in Europa) per numero di trapianti cardiaci su pazienti in età pediatrica.
  • ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda (Milano): Un centro storico ad altissima specializzazione, molto attivo anche nel supporto meccanico al circolo (cuore artificiale).
  • ISMETT (Palermo): Centro di eccellenza per il Sud Italia, noto per l’integrazione tra trapianti e terapie ad alta tecnologia, come l’impianto di un cuore artificiale
Centro Trapianti Primato principale
Bari (Policlinico) Maggior numero di trapianti di cuore nel 2024 (73)
Bologna (Sant’Orsola) Miglior tasso di sopravvivenza dei pazienti
Torino (Molinette) Record per trapianti combinati (es. cuore-fegato)
Roma (Bambino Gesù) Leader nazionale per i trapianti pediatrici

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