In ogni caso la scelta della terapia varia da individuo a individuo. Deve essere fatta dal cardiologo esperto, in base ai sintomi ed alla valutazione di numerosi elementi, compreso l’età, i sintomi, l’ECG, la funzione ventricolare e soprattutto la malattia specifica che ha causato la Cardiomiopatia.Possono migliorare con l’assunzione di farmaci adeguati.
Tuttavia, pazienti con sintomi importanti e persistenti, oppure con aritmie atriali (es. Fibrillazione atriale) o ventricolari (es. Tachicardia ventricolare non sostenuta), o progressiva dilatazione atriale sinistra, che non rispondono alla terapia medica, sono candidati all’eliminazione dell’ostruzione e del rigurgito mitralico, spesso associato, con opportuni interventi.
Indice dei contenuti
Terapia medica
Beta-bloccanti
I beta-bloccanti rallentano il battito cardiaco e riducono la sua forza di contrazione, ma allo stesso tempo proteggono il cuore, soprattutto se disfunzionante. Nella pratica medica sono largamente usati anche per altri tipi di malattie cardiache e per l’ipertensione arteriosa. Il loro dosaggio va stabilito in base a diversi fattori, principalmente la frequenza cardiaca, che va mantenuta nelle ore diurne fra 50 e 65 battiti al minuto; se il rallentamento del battito cardiaco è eccessivo (battiti inferiori a 50 al minuto) è utile contattare di nuovo il cardiologo.
Nella CMI contribuiscono a ridurre l’angina, l’affanno, le palpitazioni ed in particolare l’ostruzione. Nella CMD vengono usati ormai da oltre 30 anni, con ottimi risultati, soprattutto nei pazienti che presentano una frequenza cardiaca relativamente alta, superiore a 80’ minuto .
Una delle principali controindicazioni è l’asma cardiaco o bronchite asmatica, ma anche la psoriasi e l’intolleranza al freddo di mani e piedi (es. geloni).
Ci sono molti tipi di beta-bloccanti, con effetti diversi in base al dosaggio ed alla loro potenza. Per le loro specifiche caratteristiche vengono usati preferibilmente Bisoprololo o Carvedilolo per la CMD ed i pazienti con Scompenso cardiaco, Nadololo per la CMI , Atenololo per l’ipertensione arteriosa
Calcio antagonisti
Diuretici
Quando c’è scompenso cardiaco, anche di grado lieve, sono indicati i farmaci diuretici, che aumentano la fuoriuscita dei liquidi accumulati, con l’emissione di abbondati quantità di urina.
L’uso dei diuretici può ridurre i valori di sodiemia e potassiemia, che vanno controllati periodicamente
Vasodilatatori
(ACE inibitori, sartani inibitori dell’Angiotensina, ARNI inibitori della Neprilisina)
Risparmiatori di Potassio
Questi farmaci (Spironolattone, Canreonato ed Eplerenone) hanno la funzione di evitare la riduzione dei livelli di potassiemia, che potrebbero favorire aritmie anche minacciose.
La loro associazione con i farmaci vasodilatatori necessita di un monitoraggio attento della potassiemia.
Ranolazina
Antiaritmici
L’Amiodarone è il farmaco antiaritmico più usato nella CMI soprattutto dopo i 40 anni. E’ molto efficace nel controllo delle aritmie, sia atriali (FA) che ventricolari (TVS) anche se ha una bassa efficacia nella prevenzione dell’arresto cardiaco e della morte improvvisa. Tuttavia ha diversi potenziali effetti collaterali, fra i quali una ipersensibilità della pelle alla luce solare, per cui è necessario evitare l’esposizione al sole o usare una crema ad alta protezione. Inoltre è necessario un periodico controllo degli ormoni tiroidei (FT4 e TSH), da effettuare ogni 4, massimo 6 mesi, per identificare una riduzione (ipotiroidismo) od un aumento (ipertiroidismo) della funzione tiroidea.
L’Amiodarone può essere associato a farmaci betabloccanti, ma va controllata attentamente la frequenza cardiaca per evitare un eccessivo rallentamento del battito (bradicardia), a meno che non sia presente un pacemaker o un ICD TV
Quando si usa Amiodarone, i valori di potassiemia dovrebbero sempre essere superiori a 4 mEq/l
Altri antiaritmici usati, più raramente, sono Sotalolo, Propafenome e Flecainide, ma i loro effetti vanno controllati attentamente. Questi farmaci non vanno mai associati ad Amiodarone.
La terapia antiaritmica in pazienti con Cardiomiopatia deve essere decisa da un cardiologo esperto ed i suoi effetti positivi o negativi e/o potenzialmente dannosi, devono essere valutati attentamente.
Cardioversione delle aritmie
Cardioversione elettrica
La Fibrillazione Atriale (FA) e gli episodi ben più gravi di Tachicardia ventricolare sostenuta (TVS) o Fibrillazione Ventricolare (FV) possono essere interrotti con una scarica elettrica sul torace con ripristino del ritmo sinusale, mediante un Defibrillatore esterno, in anestesia transitoria, oppure dal Defibrillatore impiantabile (ICD)
La scarica del Defibrillatore esterno è quasi sempre efficace nel ripristinare il ritmo normale; è sostanzialmente priva di rischi, con gli accorgimenti del caso.
Terapia medica specifica
Cardiomiopatia Ipertrofica Ostruttiva
Disopiramide È un farmaco, inizialmente usato come antiaritmico, che può essere utile nel controllo dell’ostruzione nella CMI, spesso in associazione con Beta-bloccanti. Può migliorare i sintomi, almeno temporaneamente. La sua efficacia è maggiore nei soggetti anziani
Mavacamten È un nuovo farmaco che modula la forza di contrazione delle cellule del cuore, riducendo l’attivazione della Miosina. I risultati preliminari sembrano indicare una buona efficacia nella CMI ostruttiva.
Quando è presente una CMI ostruttiva, sono controindicati i farmaci Vasodilatatori, i derivati della digitale, ed i diuretici, che possono aumentare l’ostruzione.
Malattia di Fabry
Amiloidosi cardiaca
Fino ad un anno fa la terapia era solo finalizzata alla riduzione dei sintomi e ad evitare gli eventi.
Nell’Amiloidosi TTR da Transtiretina, sia genetica, che “senile”, è stata recentemente dimostrata l’efficacia di un nuovo farmaco (“Tafamidis”), che agisce stabilizzando la sostanza amiloide depositata fra le cellule cardiache, con rallentamento dell’accumulo e della progressione di malattia.
Dalla Videoteca del Cuore
Approfondimenti video sulle terapie farmacologiche
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