L’alcool etilico (etanolo) provoca infatti una riduzione della capacità contrattile delle cellule cardiache e favorisce l’insorgenza di aritmie, atriali e ventricolari.
Il danno può essere maggiore se insieme all’alcool vengono assunte sostanze stupefacenti.
L’eccessivo e cronico consumo di etanolo può provocare dilatazione e disfunzione del ventricolo sinistro fino ad un quadro di insufficienza cardiaca e Cardiomiopatia dilatativa (CMD). E’ associato anche ad ipertensione arteriosa ed accidenti cerebrovascolari, aritmie atriali (Fibrillazione atriale) e ventricolari fino alla morte improvvisa.
Nei paesi occidentali rappresenta la prima causa di CMD non ischemica e questo in relazione ad una predisposizione genetica, ed al largo uso regolare di alcoolici nella popolazione.
La sospensione del consumo di alcool negli stadi precoci della Cardiomiopatia, diversamente rispetto a quanto accade nelle Cardiomiopatie di altra eziologia, può arrestarne la progressione o perfino far regredire la disfunzione ventricolare fino alla normalizzazione.
I pazienti con Cardiomiopatia non devono assumere bevande alcooliche.
NOTE
Il consumo di alcool si misura in Unità Alcoliche.
1 bicchiere piccolo (125 ml) di vino a 12°
1 bottiglia o lattina da 330 ml di birra a 5°
1 bicchierino da bar (40ml) di un superalcolico (es. vodka, grappa o whisky).
2 per gli uomini di età inferiore ai 65 anni
1 per le donne e per gli uomini di età superiore ai 65 anni









