
Il trofeo e la storia di Giulia
C’è un trofeo a lei intitolato, si chiama “Iris Cup Giulia come l’acqua”: una competizione di ginnastica ritmica che si è svolta per la prima volta quest’anno a Scandicci (5/2/2023). La vittoria è andata alla squadra Raffaello Motto di Viareggio, ma c’è un dato anche più rilevante: da qui è partita una capillare campagna per far sì che durante la visita sportiva delle atlete venga fatta particolare attenzione alla diagnosi delle cardiomiopatie. Perché Giulia Cignoni era una ginnasta di talento che ha partecipato più volte alle selezioni della nazionale italiana. Era (sembrava) sana come un pesce e nessuno ha mai trovato un “vulnus” nel suo cuore di atleta.
Giulia è morta all’età di trent’anni, fuori dalle gare e dai riflettori, accasciata improvvisamente sulla neve. Erano le ore 13 del 30 dicembre 2012, e di questo suo decesso a lungo non si è capito nulla. La famiglia ha lottato per sapere poi, alla fine, il responso atteso: morte improvvisa per fibrillazione ventricolare dovuta a cardiomiopatia. I genitori hanno trovato la forza di alzare la testa di fronte a questo immenso dolore e si sono interrogati sul modo più efficace di ricordare Giulia.
Una ginnasta di talento e il legame con Costanza
Una diagnosi difficile, un impegno concreto
La famiglia intera ha reagito con forza a quella morte ingiusta. Grazie al loro impegno, ogni maggio, dal 2014 in poi, viene organizzato il trofeo Giulia Cignoni dove si confrontano squadre da ogni parte della Toscana. Poi quest’anno, per la prima volta, l’”Iris cup Giulia come l’acqua”. Perché l’acqua era il suo elemento; e l’aria, dove volteggiava gareggiando. Cup Giulia è una gara nazionale di serie A, B e C approvata dalla Federazione. Hanno partecipato 58 squadre con 6 ginnaste ciascuna. Da qui è partito il messaggio forte e capillare contro la cosiddetta “morte improvvisa”, per far sì che le cardiomiopatie vengano individuate e curate in tempo.







