Nel percorso di chi convive con una cardiomiopatia può arrivare un momento in cui il cuore ha bisogno di un aiuto tecnologico. Pacemaker, defibrillatori impiantabili (ICD) o sistemi di resincronizzazione cardiaca (CRT) sono dispositivi sempre più sofisticati che permettono di monitorare il ritmo cardiaco, intervenire in caso di bisogno e, in alcuni casi, migliorare la capacità di contrazione del cuore.
A questi strumenti è stato dedicato il webinar AICARM “Quando il cuore ha bisogno di un aiuto in più: Pacemaker, Defibrillatori e CRT”, con l’intervento della Dott.ssa Valeria Rella, cardiologa ed elettrofisiologa presso l’Istituto Auxologico IRCCS – San Luca, in dialogo con il cardiologo Dott. Niccolò Maurizi.
L’incontro ha offerto ai partecipanti un’occasione per comprendere meglio come funzionano questi dispositivi, quando vengono proposti e cosa significa convivere con essi nella vita quotidiana.
Dispositivi diversi, obiettivi diversi
Il primo passo è fare chiarezza tra i diversi tipi di dispositivi cardiaci impiantabili.
Il pacemaker è il dispositivo più conosciuto. È composto da un generatore e da uno o più cateteri collegati al cuore: il suo compito è monitorare l’attività cardiaca e stimolare il cuore quando il ritmo rallenta o si interrompe. In altre parole, interviene quando il cuore perde il suo normale “passo”, garantendo la continuità del battito.
Diversa è la funzione del defibrillatore impiantabile (ICD). Questo dispositivo è progettato per riconoscere aritmie potenzialmente pericolose e, se necessario, intervenire erogando uno shock che interrompe l’aritmia e ristabilisce il ritmo cardiaco. Alcuni modelli possono anche svolgere la funzione di pacemaker.
Infine, esistono i sistemi di resincronizzazione cardiaca (CRT). Questi dispositivi vengono utilizzati quando il cuore non si contrae in modo sincronizzato: grazie alla stimolazione coordinata dei ventricoli possono migliorare l’efficienza della contrazione cardiaca e sostenere la funzione di pompa del cuore.
Oggi la tecnologia offre molte varianti di questi sistemi: dispositivi con cateteri tradizionali che vanno dentro il cuore, modelli sottocutanei o sistemi più innovativi che cercano di ridurre i rischi legati ad avere dei cateteri dentro le vene.
Pacemaker, ICD e CRT sono dispositivi che monitorano il cuore e intervengono in caso di aritmie, contribuendo a proteggere la vita e migliorare la funzione cardiaca.
Dispositivi intelligenti che ascoltano il cuore
Uno degli aspetti più sorprendenti emersi durante il webinar è il livello di sofisticazione tecnologica di questi strumenti.
I dispositivi cardiaci impiantabili sono in costante ascolto dell’attività del cuore e sono dotati di algoritmi in grado di riconoscere anomalie del ritmo. In molti casi raccolgono anche informazioni utili per la gestione clinica, come la comparsa di aritmie silenziose o segnali precoci di peggioramento dello scompenso cardiaco.
Queste informazioni permettono ai cardiologi di intervenire tempestivamente e di adattare la terapia quando necessario.
Informazione e consapevolezza per convivere meglio con la cardiomiopatia
Il webinar ha confermato quanto sia importante fare informazione chiara e accessibile su questi temi. Pacemaker, defibrillatori e CRT non sono solo dispositivi tecnologici: sono strumenti che possono offrire sicurezza, protezione e maggiore serenità a chi vive con una cardiomiopatia.
Comprendere come funzionano, quando vengono proposti e quali implicazioni hanno nella vita quotidiana aiuta i pazienti a partecipare in modo più consapevole alle decisioni che riguardano la propria salute.
Ed è proprio questo uno degli obiettivi centrali delle attività AICARM: mettere in dialogo pazienti, cardiologi ed esperti, per trasformare la conoscenza in uno strumento concreto per aiutare il paziente al miglioramento della propria qualità di vita.
Insieme ad un paziente, Emil Tsenov, AICARM ha preparato una scheda tematica, che illustra il percorso che dovrebbe essere messo in atto ogni volta che siamo di fronte alla decisione se impiantare un defibrillatore. La scheda è disponibile sul sito web.
Una decisione che nasce dal confronto
Decidere se impiantare un dispositivo cardiaco non è mai una scelta automatica.
Nel caso delle cardiomiopatie, in particolare, ogni paziente è diverso. Ha una storia clinica personale: età, tipo di cardiomiopatia, presenza di aritmie, storia familiare e percezione personale del rischio sono tutti elementi che entrano nella valutazione.
Per questo motivo la decisione nasce spesso da un percorso di scelta condivisa tra cardiologo e paziente, basato sulla valutazione del rischio individuale e sulle esigenze della persona.
Il tema della prevenzione della morte cardiaca improvvisa è infatti uno degli aspetti più complessi da affrontare: le aritmie gravi sono rare, ma quando si verificano possono essere fatali. Anche la percezione del rischio può cambiare nel tempo, influenzata dalla storia personale e familiare di ciascun paziente.
Vivere con un dispositivo: cosa cambia davvero? Una delle domande più frequenti riguarda la vita quotidiana dopo l’impianto.
Il messaggio emerso dal webinar è chiaro: l’obiettivo del dispositivo è proteggere la vita senza comprometterne la qualità. In generale, le persone con un pacemaker o un defibrillatore possono continuare a svolgere le normali attività quotidiane.
Esistono tuttavia alcune precauzioni:
- evitare sport di contatto che possano colpire direttamente il dispositivo
- prestare attenzione ad attività lavorative o sportive che sollecitano ripetutamente il braccio vicino all’impianto e discuterne con il proprio cardiologo
- informarsi su eventuali implicazioni per il rinnovo della patente di guida
- discutere sempre con il proprio cardiologo eventuali dubbi su attività o strumenti utilizzati nella vita quotidiana.
Un altro aspetto importante riguarda l’impatto psicologico dell’impianto. Accettare di convivere con un dispositivo può generare ansie e domande, ed è fondamentale che i centri dedicati alle cardiomiopatie offrano anche supporto psicologico ai pazienti.









