Radici storiche: la visione androcentrica della salute
La rivoluzione degli anni Novanta: l’inclusione del genere nella ricerca
Il riconoscimento dell’OMS
Quando le donne vengono trascurate negli studi clinici
Un caso emblematico è quello della troponina, marcatore biologico dell’infarto. La ricerca medica ha impiegato anni per riconoscere che i parametri fisiologici presentano variazioni significative tra uomini e donne. Questa lacuna conoscitiva ha avuto conseguenze drammatiche: numerose pazienti colpite da infarto sono state vittime di errori diagnostici causati dall’interpretazione errata dei loro valori clinici, considerati nella norma secondo standard maschili quando invece rappresentavano chiari segnali di allarme per l’organismo femminile.
Il problema si estende anche ai dispositivi medici, come le mascherine che abbiamo imparato a indossare durante la pandemia, ma anche, alcuni modelli avanzati di cuore artificiale, troppo grandi per il torace femminile, persino gli aghi per le iniezioni: tutto è progettato su misure maschili.
Una statistica fa riflettere: nel 80% dei casi, un ago standard utilizzato su una donna fallisce l’obiettivo intramuscolare, trasformando di fatto l’iniezione in sottocutanea. Il risultato è un assorbimento del farmaco completamente diverso da quello previsto, con potenziali rischi per l’efficacia della terapia.
Medicina di genere: effetti in farmacologia, psichiatria e immunologia
Le implicazioni della medicina di genere attraversano ogni specialità medica.
In farmacologia, le differenze sono ancora più marcate. Le donne assimilano ed eliminano i farmaci diversamente dagli uomini, soffrono più reazioni avverse e ricevono spesso dosaggi calibrati su un uomo di 70 chilogrammi – uno standard che per loro può essere eccessivo o insufficiente.
In psichiatria, il divario di genere si manifesta in modo complesso: depressione e disturbi d’ansia colpiscono più frequentemente le donne, mentre gli uomini sono maggiormente soggetti a dipendenze e disturbi di personalità antisociale. Spesso, però, lo stigma culturale impedisce agli uomini di chiedere aiuto per problemi di salute mentale.
In immunologia, infine, emerge un paradosso interessante: le donne possiedono difese immunitarie più robuste ma sono più vulnerabili alle malattie autoimmuni, mentre gli uomini risultano più suscettibili alle infezioni.
Il paradosso delle difese immunitarie femminili
Malattie cardiovascolari: la prima causa di morte femminile
Verso una medicina equa, efficace e universale
Il Cuore delle donne – Diversità anche nelle cardiomiopatie
Il corso di AICARM ”Il Cuore delle donne – Diversità anche nelle cardiomiopatie” si svolgerà l’8 novembre 2025 presso l’Istituto degli Innocenti, Salone Brunelleschi, Piazza della Santissima Annunziata, Firenze. Le iscrizioni saranno possibili agli inizi del mese di Ottobre










