Il segreto di Giulia, madre dopo il trapianto
Una testimonianza di coraggio quotidiano, dalla diagnosi precoce al trapianto, fino alla gioia della maternità.
L’inizio della diagnosi: una bambina con il cuore “strano”
Una crescita normale, ma con limiti invisibili
Sentiva questo affanno “ma questa malformazione era invisibile, dentro di me. E i miei alleggerivano la situazione”. Giulia ricorda un episodio quando in prima media la portano in gita al Vesuvio e lei raggiunge la vetta. Quella scalata diventerà negli anni seguenti un punto di riferimento costante, un obiettivo da raggiungere sempre e ancora nella vita.
L’arrivo dell’adolescenza, le prime complicazioni e il trapianto
“E’ stato uno shock e mi sono resa conto della gravità della situazione, ma il medico mi tranquillizzò dicendo che in seguito avrei avuto una vita normale”. Lei intanto si laurea, in cinema e Tv, e inizia uno stage a Tv Sat2000: un sogno realizzato. Era il 2015, aveva 23 anni. A dicembre la situazione precipita. Fibrillazioni, ablazione, ma non basta. La mettono in lista per il trapianto. Il 2016 è un anno passato con il nodo alla gola per l’attesa di una chiamata che può arrivare in ogni momento.
Nel 2017 arriva: c’è un cuore compatibile.
Diventare madre dopo il trapianto: la forza di Giulia
Anche dopo un trapianto di cuore è possibile affrontare una gravidanza. Con un adeguato monitoraggio medico, molte donne portatrici di cardiopatie possono diventare mamme. La storia di Giulia lo dimostra con forza.
Vivere con serenità: la lezione di una giovane mamma
Forse il suo segreto sta lì.







