Perché nasce il progetto “Genitori, adolescenti e cardiomiopatia”
Oltre a dover gestire i propri sentimenti, i genitori si trovano nella posizione di sostenere il proprio figlio aiutandolo non solo ad accettare la diagnosi e le indicazioni terapeutiche e comportamentali, ma anche ad esplorare la propria identità supportando la costruzione graduale della sua autonomia. Infatti, il passaggio dall’adolescenza all’età adulta è caratterizzato dal raggiungimento di una progressiva indipendenza dalla famiglia di origine per acquisire lo status di persona adulta. Questo processo dovrebbe essere favorito dai genitori che tuttavia, se gravati da eccessive preoccupazioni per il figlio (ad esempio in caso di diagnosi), possono mantenere un atteggiamento più protettivo che, oltre a limitare il raggiungimento dell’autonomia, può far emergere tensioni e conflitti nella relazione.
Il carico emotivo dei genitori: cosa emerge dalla ricerca
Oltre che dalla letteratura scientifica, la rilevanza del sostegno ai genitori è scaturita anche in un progetto di intervento supportato da AICARM nel 2024 rivolto ai giovani con cardiomiopatia. Dai gruppi di supporto rivolti ai ragazzi e ragazze tra i 16 e i 30 anni, infatti, era emerso un atteggiamento iperprotettivo dei genitori che, seppur comprensibile data la diagnosi, si trasmetteva ai figli con un carico aggiuntivo di ansie e paure non promuovendo nei giovani la fiducia nelle proprie capacità e, di fatto, limitandoli nelle scelte di vita.
L’indicazione che sembrava emergere era quella di sostenere i genitori a contenere le preoccupazioni per la malattia favorendo l’autonomia dei figli fidandosi delle loro capacità decisionali. In continuità con il progetto del 2024 è nato così a inizio 2025, grazie al contributo di AICARM e sotto la responsabilità scientifica della Prof.ssa Martina Smorti dell’Università di Pisa, il progetto di ricerca-intervento “Genitori, adolescenti e cardiomiopatia”. Portato avanti dalla dott.ssa Alessia Carducci, il progetto aveva l’obiettivo di comprendere meglio le esigenze dei genitori e sostenere il loro benessere emotivo attraverso dei gruppi di supporto specifici.
La prima fase del progetto: il questionario online
Alla ricerca hanno preso parte circa 50 genitori di ragazzi e ragazze con cardiomiopatia di età compresa tra i 16 e i 30 anni. Le risposte al questionario hanno evidenziato un quadro variegato: le paure principalmente emerse sono state relative al peggioramento della malattia del figlio e al senso di impotenza col timore di non essere in grado di tutelarli (ad esempio paura che il figlio possa avere un arresto cardiaco e nessuno possa aiutarlo perché è da solo). Altre preoccupazioni riguardavano il futuro dei propri figli se vorranno essere genitori (timore di trasmissione della patologia, di non riuscire a ottenere o portare a termine una gravidanza).
La relazione con i medici e i figli
A partire dai dati di ricerca è stato messo a punto l’intervento. Dapprima sono stati contattati i genitori che avevano dato la loro disponibilità per poter far parte delle attività di gruppo o che necessitavano di un colloquio psicologico; successivamente sono stati creati tre gruppi di supporto per i genitori (ognuno per circa 8 partecipanti) con l’obiettivo di offrire uno spazio di ascolto, confronto e sostegno con la moderazione di una psicologa. I gruppi di supporto hanno preso avvio a Giugno 2025 e sono stati realizzati tramite incontri online a cadenza mensile.
Attraverso la condivisione delle esperienze, il supporto reciproco e le attività proposte, questi incontri hanno aiutato i genitori ad affrontare meglio le sfide legate alla malattia, rafforzando le risorse emotive e relazionali per sostenere i figli non solo nella gestione della malattia ma anche e soprattutto nel raggiungimento della loro identità e autonomia.
Il progetto si è concluso nel mese di Ottobre 2025 con il quarto e ultimo incontro di ciascun gruppo. Durante questa ultima giornata, è stato dedicato uno spazio alla condivisione delle aspettative sul percorso svolto insieme. Oltre a questo, è stato possibile un momento di confronto in cui i partecipanti hanno potuto esprimere i propri pensieri, riflettere sui cambiamenti vissuti e condividere possibili esigenze emerse. Queste informazioni saranno fondamentali per sviluppare ulteriori interventi e servizi mirati a supportare le famiglie e i giovani con cardiomiopatia.
Approfondisci le strategie di supporto psicologico per i giovani con cardiomiopatia
La prof.ssa Martina Smorti ha raccolto in un articolo dedicato alcune indicazioni pratiche per sostenere il benessere emotivo dei giovani con cardiomiopatia.
Un approfondimento utile per genitori, caregiver e professionisti che desiderano accompagnare i ragazzi in modo consapevole.










