La fibrillazione atriale: riconoscerla, prevenirla, contenerla
AICARM Webinar
A cura del team Comunicazione
Come riconoscere la fibrillazione atriale
La fibrillazione atriale nasce quando gli atri del cuore, invece di contrarsi in modo regolare, generano impulsi elettrici rapidi e disorganizzati. Il battito diventa irregolare, talvolta veloce. Per molte persone gli episodi possono essere silenziosi, senza sintomi evidenti. È proprio questa silenziosità a renderla più insidiosa, perché la fibrillazione atriale può aumentare il rischio di scompenso, peggioramento della qualità di vita e, soprattutto, ictus.
Il Dott. De Filippo ha spiegato che la fibrillazione atriale non compare mai per caso: è il risultato di una serie di fattori chiave, come predisposizione genetica, infiammazione, invecchiamento cardiaco, pressione alta, disturbi del sonno, patologie metaboliche, sovraccarichi fisici o emotivi. Nelle cardiomiopatie, dove il muscolo cardiaco può essere meno efficiente o più rigido, il rischio aumenta ulteriormente.
La metafora della foresta in fiamme
Per aiutare i pazienti a comprendere davvero cosa accade durante un episodio di fibrillazione atriale, il Dott. De Filippo ha utilizzato un’immagine semplice e immediata. Ha descritto il cuore come una foresta. All’interno di questa foresta, gli impulsi elettrici rappresentano gli alberi e i sentieri che dovrebbero coordinarsi per mantenere un ritmo armonico.
Quando la fibrillazione atriale si attiva, è come se, all’improvviso, in vari punti della foresta si accendessero contemporaneamente tanti piccoli incendi. Nessuno di essi è grande da solo, ma insieme creano caos, disorganizzazione e un diffondersi incontrollato di scintille. Il ritmo perde coerenza, l’attività elettrica si confonde, e il cuore fatica a mantenere una contrazione efficace. Da qui nasce la seconda parte della metafora: curare la fibrillazione atriale con le nuove tecniche oggi disponibili, significa imparare a contenere o spegnere questi incendi. E quello che viene fatto oggi appunto con moderne tecniche di ablazione.
Come si cura: farmaci, prevenzione e interventi
Nel webinar è stato ricordato che la cura della fibrillazione atriale non è mai uguale per tutti.
Ci sono pazienti che rispondono bene ai farmaci che aiutano a regolare la frequenza del cuore, altri che necessitano di terapie per mantenere il ritmo regolare, altri ancora che devono assumere anticoagulanti per ridurre il rischio di ictus. Un capitolo importante è stato dedicato alle procedure di ablazione, che mirano a neutralizzare ed isolare le zone del cuore da cui partono gli “incendi elettrici”. L’obiettivo non è solo migliorare i sintomi, ma in molti casi ripristinare un ritmo più stabile e ridurre la necessità di farmaci.
La scelta terapeutica dipende dalla storia clinica, dall’età, dal tipo di cardiomiopatia, dalla durata della fibrillazione atriale e dal profilo di rischio individuale. La gestione, ha ricordato De Filippo, è un percorso condiviso tra paziente e cardiologo. Il Dott. De Filippo ha insistito sull’importanza del controllo della pressione arteriosa, della cura dell’apnea notturna, del mantenimento di un peso adeguato, della riduzione dell’alcol e della pratica costante di attività fisica moderata. Dormire meglio, gestire lo stress e mantenere un controllo periodico del ritmo cardiaco sono altrettanto fondamentali, soprattutto per chi vive con una cardiomiopatia.
Un messaggio per i pazienti: conoscere significa vivere meglio
Il webinar si è concluso con un invito alla consapevolezza.
La fibrillazione atriale non è una condizione da temere, ma da comprendere.
Sapere come si manifesta, quali segnali non ignorare, come si previene e quali sono le opzioni di cura permette ai pazienti di affrontarla con maggiore serenità e di diventare parte attiva del proprio percorso di salute.
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